venerdì 29 dicembre 2017

Sassi - quelli veri - Sì. No. Forse. Dipende tutto da noi!

Essere un sasso inanimato non sarebbe in effetti una condizione tanto deprecabile, anzi, a pensarci bene sarebbe una condizione molto comoda, specialmente per noi esseri umani tediati dagli imprevisti della vita che ci accadono e ci sorprendono mentre stiamo tentando di vivere. 
Vivere la vita, ma la vita di chi: la nostra o quella degli altri? 
Quella di coloro che sono alle prese con una famiglia, un lavoro a tempo indeterminato, vacanze da organizzare? Oppure riusciamo a concentrarci sulla nostra piccola e modesta esistenza tentando di abusare di essa quanto più possibile per trarne il meglio?
Tutti, più o meno, siamo vittime di questa opprimente condizione di spaesamento di fronte all'incertezza di un futuro in totale balia di eventi esterni legati in particolare allo stato di salute della nostra società in continua evoluzione o involuzione. 
Gianni Agostinelli, giornalista affermato e autore di questo pungente romanzo provocatoriamente intitolato Perché non sono un sasso?, nel dare vita all'irrealizzato Matteo Gemmi, racconta proprio di questa scomoda condizione a cui gli esseri umani si sottrarrebbero molto volentieri, preferendo forse alle emozioni della vita la pacata e lineare esistenza di un sasso. Apatico, inerte e impegnato a osservare lo scorrere della vita degli altri, esattamente come fa Matteo nel momento in cui decide di sbirciare nelle vite delle persone che incontra accidentalmente lungo il proprio cammino.  
Appuntando immagini e impressioni provocate dall'osservazione stessa, il nostro protagonista rende partecipe il lettore di momenti di vita normale e restia a qualsiasi cambiamento di rotta.
Ciò nonostante l'imprevedibilità dell'esistenza sembra essere una condizione necessaria e sufficiente affinché la vita possa essere definita come tale, ed ecco dunque che gli eventi sembrano intervenire esattamente nel momento più opportuno, quel momento in cui diciamo a noi stessi di aver bisogno di un segnale che ci dia quella spinta in più che ci permetta di compiere una determinata azione. 
Questo segnale arriva a Matteo nei panni del sarcastico professor Alunni il quale, consapevolmente, porta all'esasperazione la condizione del nostro protagonista tanto da indurlo a compiere la svolta che cambierà per sempre la sua condizione di totale annullamento.
Il coraggio e la forza di volontà, unito all'amore e al rispetto per se stessi e per gli altri, devono essere la forza dell'uomo di fronte alla vita nei suoi aspetti meno noti come in quelli che ci appaiono più evidenti e definiti.
Raccontata con il giusto distacco, una buona dose di ironia e caratterizzata da un lessico volutamente poco corretto, la storia di Matteo è la storia di tutti voi, che ne siate più o meno consapevoli; ecco perché credo che sia necessario che tutti voi leggiate questo breve romanzo pubblicato da Del vecchio Editore.
Abbiamo la possibilità di vivere una vita buona e non accontentarci di una discreta sopravvivenza!
Abbiate il coraggio di guardarvi dentro e di fare un piccolo bilancio della vostra esistenza fino ad oggi: per migliorare non si è mai in ritardo. 
L'importante è avere l'umiltà di riconoscere i propri limiti e le proprie forze per essere ben equipaggiati a compiere uno spaventoso salto nel vuoto che vi farà sentire finalmente vivi!
Questo è quello che ho fatto io dopo aver chiuso il libro e averlo riposto in libreria: dare una scrollata alla mia esistenza. 
Vi chiedo scusa per lo sproloquio ma sono particolarmente sensibile a questa tematica e ci tenevo davvero molto a condividere con voi questa splendida esperienza, sperando di avervi infuso anche un po' di coraggio.

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