giovedì 11 gennaio 2018

Un insolito protagonista

Un anziano che, in procinto di uscire dalla porta della propria abitazione, ha un capogiro. Nulla di grave, nulla che non possa impedirgli d'ignorare l'accaduto e chiudersi la porta alle spalle. Una porta, quella porta, la porta della sua Casa.
Tramite questa sequenza d'immagini Paco Roca decide di aprire questo suo emozionante fumetto, colpendo il lettore con il silenzio e l'eloquenza che solo le immagini sanno avere. La portata emotiva da esse sprigionata, poi, è notevole e ancora più impressionante è che essa riesce a essere mantenuta per tutta la narrazione.
Narrazione che, per altro, guida immediatamente il lettore verso il vero protagonista della vicenda che, a dispetto di quello che ci si potrebbe aspettare, non è l'anziano signore che s'incontra subito in apertura, e che poi riapparirà solo saltuariamente riportato in vita dai ricordi dei propri cari, bensì la casa da lui costruita in gioventù per ospitare la famiglia nei periodi di vacanza lontano dalla città.
Quella casa diventa per Roca la scusa per raccontare la vita di un luogo e del suo costruttore, un uomo instancabile, un po' introverso forse, ma attento alle persone a lui care che ora lo rimpiangono costretti a fare i conti con i propri sensi di colpa aggravati dall'incombenza di un'ultima importante decisione da prendere.
Con La casa Roca ci regala una storia commovente e profonda, che fa sorridere, che fa piangere e che obbliga a riflettere. 
Leggere questo fumetto è stato emozionante, anche e soprattutto, perché mi ha permesso di sentire nuovamente vicino un uomo incredibile, intelligente, forte e che inaspettatamente ha deciso di lasciarsi tutto dietro alle spalle obbligando chi gli viveva intorno a cavarsela da solo lungo l'accidentato percorso della vita, esattamente come accade al protagonista di questa storia di vita realmente vissuta sulla pelle dello stesso autore.
Se deciderete di leggere La casa fatelo lentamente, dandovi il tempo di farvelo entrare dentro e di emozionarvi. A questo fumetto bisogna lasciare il suo tempo per far sì che possa regalarvi tutto quello che ha da dirvi disturbando i vostri pensieri e tornando a proporsi alla vostra mente nei momenti più inaspettati. 
Un'ultima considerazione va allo stile.
Il tratto con cui Roca realizza le proprie tavole non contiene nulla di eccelso, è ben curato e i colori sono meravigliosi nel loro accostamento, eppure credo che la capacità con cui l'autore riesce a bilanciare scrittura e immagine ne rappresenti la vera forza, il vero carattere distintivo.
Detto questo, non mi resta che consigliarvene caldamente la lettura.
Dategli una possibilità, se lo merita! 


venerdì 5 gennaio 2018

Ricapitolando...Letture del mese di DICEMBRE

3 Romanzi 


Melodia della terra di T. Aitmatov edito da Marcos y Marcos


Melodia della terra non è solamente il primo romanzo che leggo di questo incredibile autore ma è anche, e soprattutto, il brevissimo racconto di una storia d'amore tremendamente bella, appassionante, coinvolgente e commovente.
La pacata voce narrante, a cui da volto il giovane Seit, è guidata dalla sapiente mano dell'autore nel difficile racconto di una struggente vicenda amorosa il cui perno è Giamilja, unica vera luce in quello sperduto villaggio della Kirghisia - nell'Asia centrale - in cui è ambientata la vicenda narrata.
I due contendenti: Sadyk, giovane marito costretto ad arruolarsi nell'esercito e ad abbandonare la propria moglie quasi dimenticandola, e Danijar, altrettanto giovane e prestante appena rientrato in paese dal fronte a causa di una brutta ferita. 
Troppo occupati nel proprio gioco amoroso, a nessuno viene in mente di domandarsi che cosa stia provando colui che narra tutta la vicenda catturando ogni momento in meravigliosi quadri, fermo immagini, di quel volto tanto bello e seducente quanto tagliente e severo?
Cosa cela gelosamente l'affettuoso Seit nel proprio cuore? 
Vi lascio con questi interrogativi e vi invito a leggere questo breve capolavoro della letteratura contemporanea.


Scompartimento n6 di R. Liksom edito da Iperborea

Quando ho acquistato questo volume durante il PisaBookFestival 2017 di Novembre, pensavo che sarei stata talmente tanto catturata dalla vicenda narrata, che non sarei stata nemmeno in grado di posare il libro sul comodino per dormire la notte. Eppure, a discapito di tutte le mie aspettative, la lettura di questo romanzo è stata un po' faticosa e lenta come se vi fosse qualcosa a impedirmi una corretta comprensione di ciò che stavo leggendo. 
In effetti, dal principio, almeno due condizioni non mi sono risultate molto chiare: il come e il perché di alcune situazioni descritte. Unica certezza era il dove dello svolgimento della narrazione: un treno che viaggia sull'impervia e fredda Transiberiana da Mosca alla Mongolia e uno scompartimento di quel treno, in numero 6, in cui si incontrano e si raccontano i due protagonisti. 
Lui è un ubriacone proletario russo di mezza età, misogino, antisemita e disperatamente attaccato a una russia ormai in declino. Lei è una giovane e timida studentessa finlandese abbandonata dall'amore della sua vita in un paese straniero.
Anche il quando, in realtà è molto chiaro: sono gli anni Ottanta e il continente russo, logorato da un lungo e logorante conflitto, mostra ancora le proprie profonde ferite.
A legare tutti questi interrogativi attraverso cui si sviluppa la vicenda è una complicata struttura narrativa condotta su due piani paralleli stupendamente misurati ma tremendamente difficili da individuare e da digerire la cui comprensione viene notevolmente migliorata dalla lettura della postazione senza cui ci si perde un buon 60% di ciò che viene raccontato.
Scompartimento n6 è un romanzo interessante e insolito.
Da leggere?
Assolutamente sì! 

Perché non sono un sasso di G. Agostinelli edito da Del vecchio Editore


Luoghi comuni, ipocrisie, il malinconico ricordo di una Italia che fù, famiglia, vacanze da programmare e un posto di lavoro fisso da tenersi stretto ad ogni costo. Questi sono solamente alcuni degli ingredienti principali di una comunissima ricetta: la Normalità.
Quella stessa normalità che Matteo Gemmi divora avidamente osservando gli spostamenti e le azioni di persone incrociate casualmente nel suo peregrinare quotidiano condannando se stesso a una misera sopravvivenza.
Solamente l'incontro e lo scontro con l'anziano professor Alunni riuscirà a mutare le sorti di questa inesistente esistenza in cui si trova il nostro simpatico protagonista.
Sfruttando una scrittura rapida e provvista unicamente della necessaria punteggiatura - non aspettatevi di ritrovare le tanto familiari virgolette a indicare il discorso diretto perché, appunto, non le troverete - Agostinelli riesce a parlare e a rendere interessante un argomento molto difficile da digerire come è la vita, quella vera.

Recensione: goo.gl/SMxPoj


4 Fumetti 


Watersnakes di T. Sandoval edito da tunué

Devo ammetterlo, fino ad ora non mi sono mai davvero interessata a questo genere di letture, primo perché non immaginavo che potessero darmi le stesse sensazioni suscitatemi da un romanzo e, secondo, perché non avrei mai pensato di poter rimanere incantata per cinque minuti buoni a fissare una tavola avendo l'impressione di esserne totalmente catturata.
E invece Watersnakes mi ha emozionato! 
A dire la verità, a colpirmi non è stata tanto la storia raccontata da Sandoval - troppo superficiale ed eccessivamente lasciata all'immaginazione del lettore -  quanto piuttosto il tratto del disegno semplice e molto ben accurato. 
I volti sono veramente qualcosa di straordinario!
Le tavole scure con una notevole prevalenza di colori freddi e cupi si alternano a momenti in cui le tinte chiare e calde prendono il sopravvento creando un'alternanza magica e onirica. Trasognante, esattamente com'è la sensazione che ci insegue durante la lettura di tutto il fumetto in cui noi lettori ci troviamo a vivere il sogno della nostra protagonista - Mila, una adolescente come tante ma forse anche un po' speciale - e Agnès  - giovane vittima di un maleficio che la fa apparire invisibile a tutti, o quasi - alle prese con una lotta contro un qualcosa o un qualcuno ben più grande di loro.
L'amore più puro e quello più sensuale, la morte, la lealtà e il coraggio sono tematiche trattate.
Consigliato? 
Assolutamente sì, ma solo se il mistero, il non risolto e il non detto vi appassionano perché immaginare sembra essere la parola chiave di tutto questo misterioso fumetto.


Rovine di Peter Kuper edito da tunué


Rovine è un fumetto-romanzo che racconta con estrema semplicità la vita di Samantha e George, due giovani newyorkesi alle prese con una crisi matrimoniale da risolvere.
Come fare? 
Quale potrebbe essere la soluzione migliore per ritrovare se stessi? 
Semplice: trascorrere un intero anno nella cittadina messicana di Oaxaca in compagnia di una popolazione in subbuglio a causa di movimentazioni politiche contro il governo vigente e molti, tanti insetti delle specie più strane e che George si diverte a riprodurre in meravigliosi schizzi.
Parallelamente alla vicenda legata ai due protagonisti, viene narrata, attraverso immagini - tutte tinte sui toni del blu e dell'azzurro -, il percorso migratorio, dal Canada al Messico, di una coloratissima farfalla monarca in costante lotta per la sopravvivenza. 
Esattamente come stanno lottando per la propria esistenza Samantha e George.
Rovine è stata una lettura davvero molto interessante e che consiglio assolutamente a tutti anche perché ha una narrazione che lascia poco tempo all'immaginazione e in cui tutto viene perfettamente descritto e illustrato.

Lo scimmiotto di M. Manara e S. Pisu edito da Il sole 24 ore


E poi è arrivato anche il momento di affrontare un autore che ha fatto la storia del fumetto italiano: Milo Manara.
Chiaro-scuri resi attraverso tratti brevi e ravvicinati che sembrano animare l'immagine fanno del disegno di Manara un tratto unico e caratteristico.
La vicenda raccontata in questo volume è quella del mitico scimmiotto di pietra Wu-K'ung, nato dall'unione del vento e di una roccia, e della sua incredibile impresa contro il divino imperatore di Giada soprannaturale tiranno di tutto il popolo della terra.
Non è un caso che Manara abbia scelto di narrare proprio la storia di questo famoso scimmiotto cino-giapponese per denunciare la rovinosa decadenza di un ideale - quello del comunismo - gravemente attaccato con la soppressione del movimento del Sessantotto e la terribile strage di Piazza Fontana (e questi sono solamente alcuni esempi).
Attraverso gli occhi di coloro che il '68 lo hanno vissuto sulla propria pelle, oggi noi abbiamo la possibilità di comprendere parte di quel mondo che non sentiamo più nemmeno nostro.
Il volume si conclude con una commovente immagine a rappresentare una ferita che stenta a rimarginarsi.
Un fumetto estremamente duro e meravigliosamente toccante.
Se pensate di leggerlo, riflettete bene su che cosa avete intenzione di trovarvi all'interno poiché altrimenti la lettura potrebbe risultare del tutto inutile o, peggio, fastidiosa.

Le variazioni d'Orsay di M. Fior edito da Fandango


Le variazioni d'Orsay non è altro che un tentativo - secondo il mio parere non troppo riuscito - di raccontare le difficoltà che i grandi impressionisti quali Degas, Ingres, Renoir, Manet e altri hanno incontrato nel momento in cui decisero di organizzare la loro prima esposizione ufficiale nel cuore pulsante dell'arte: Parigi.
Inoltre era da così tanto tempo che desideravo leggere questo fumetto che la delusione post-lettura è stata davvero tanta. 
Ad aggravare ulteriormente una situazione già abbastanza disastrosa è la realizzazione grafica che non è nulla di speciale. Inoltre la storia, per la fretta con la quale è stata rappresentata, non mi è piaciuta per niente.





















venerdì 29 dicembre 2017

Sassi - quelli veri - Sì. No. Forse. Dipende tutto da noi!

Essere un sasso inanimato non sarebbe in effetti una condizione tanto deprecabile, anzi, a pensarci bene sarebbe una condizione molto comoda, specialmente per noi esseri umani tediati dagli imprevisti della vita che ci accadono e ci sorprendono mentre stiamo tentando di vivere. 
Vivere la vita, ma la vita di chi: la nostra o quella degli altri? 
Quella di coloro che sono alle prese con una famiglia, un lavoro a tempo indeterminato, vacanze da organizzare? Oppure riusciamo a concentrarci sulla nostra piccola e modesta esistenza tentando di abusare di essa quanto più possibile per trarne il meglio?
Tutti, più o meno, siamo vittime di questa opprimente condizione di spaesamento di fronte all'incertezza di un futuro in totale balia di eventi esterni legati in particolare allo stato di salute della nostra società in continua evoluzione o involuzione. 
Gianni Agostinelli, giornalista affermato e autore di questo pungente romanzo provocatoriamente intitolato Perché non sono un sasso?, nel dare vita all'irrealizzato Matteo Gemmi, racconta proprio di questa scomoda condizione a cui gli esseri umani si sottrarrebbero molto volentieri, preferendo forse alle emozioni della vita la pacata e lineare esistenza di un sasso. Apatico, inerte e impegnato a osservare lo scorrere della vita degli altri, esattamente come fa Matteo nel momento in cui decide di sbirciare nelle vite delle persone che incontra accidentalmente lungo il proprio cammino.  
Appuntando immagini e impressioni provocate dall'osservazione stessa, il nostro protagonista rende partecipe il lettore di momenti di vita normale e restia a qualsiasi cambiamento di rotta.
Ciò nonostante l'imprevedibilità dell'esistenza sembra essere una condizione necessaria e sufficiente affinché la vita possa essere definita come tale, ed ecco dunque che gli eventi sembrano intervenire esattamente nel momento più opportuno, quel momento in cui diciamo a noi stessi di aver bisogno di un segnale che ci dia quella spinta in più che ci permetta di compiere una determinata azione. 
Questo segnale arriva a Matteo nei panni del sarcastico professor Alunni il quale, consapevolmente, porta all'esasperazione la condizione del nostro protagonista tanto da indurlo a compiere la svolta che cambierà per sempre la sua condizione di totale annullamento.
Il coraggio e la forza di volontà, unito all'amore e al rispetto per se stessi e per gli altri, devono essere la forza dell'uomo di fronte alla vita nei suoi aspetti meno noti come in quelli che ci appaiono più evidenti e definiti.
Raccontata con il giusto distacco, una buona dose di ironia e caratterizzata da un lessico volutamente poco corretto, la storia di Matteo è la storia di tutti voi, che ne siate più o meno consapevoli; ecco perché credo che sia necessario che tutti voi leggiate questo breve romanzo pubblicato da Del vecchio Editore.
Abbiamo la possibilità di vivere una vita buona e non accontentarci di una discreta sopravvivenza!
Abbiate il coraggio di guardarvi dentro e di fare un piccolo bilancio della vostra esistenza fino ad oggi: per migliorare non si è mai in ritardo. 
L'importante è avere l'umiltà di riconoscere i propri limiti e le proprie forze per essere ben equipaggiati a compiere uno spaventoso salto nel vuoto che vi farà sentire finalmente vivi!
Questo è quello che ho fatto io dopo aver chiuso il libro e averlo riposto in libreria: dare una scrollata alla mia esistenza. 
Vi chiedo scusa per lo sproloquio ma sono particolarmente sensibile a questa tematica e ci tenevo davvero molto a condividere con voi questa splendida esperienza, sperando di avervi infuso anche un po' di coraggio.

domenica 3 dicembre 2017

Cosa tenterò di leggere nel mese di Dicembre?

Dicembre è finalmente iniziato, e voi avete già deciso quali saranno le letture che vi faranno compagnia durante questo freddo mese?
Questa volta ho deciso di non esagerare. 
Sapete, vacanzine, festività, famiglia...insomma, Dicembre è un mese impegnato!
Quindi pochi ma buoni!
Per un extra si è sempre in tempo!


P.S. Ci tengo a precisare che, la tazza che vedete nella fotografia porta la firma della mia libreria del cuore: BookBank.

sabato 2 dicembre 2017

Ricapitolando...Lettura del mese di NOVEMBRE

Salve a tutti!
Lo so, sono sparita per qualche tempo, ma non temete perché ho intenzione di tornare alla carica!
Dunque, Novembre è finalmente giunto al termine portando con sé anche tante letture. 


Gli anni della leggerezza. Cazalet #1 di E. J. Howard edito da Fazi

Beh, cosa potrei aggiungere ancora oltre a ciò che già ho detto nel post dedicato a questa meravigliosa saga che mi sta facendo innamorare sempre di più, volume dopo volume?
Nulla direi, perciò andate immediatamente a leggere goo.gl/z7CEuu









Annientamento di Jeff Vandermeer edito da Einaudi

L’Area X è una realtà parallela alla nostra o si tratta unicamente di un’allucinazione creata dalla nostra fervida immaginazione?
Riuscire a dare risposta a questo interrogativo risulta alquanto complicato, specialmente perché Jeff Vandermeer non sembra affatto volerci spiegare nulla di questa misteriosa e incontaminata natura in continua evoluzione al di là del confine con il mondo umano.
Di questa fantomatica area non si sa quasi nulla perché chi è tornato - e non sono in molti - non sembra aver mantenuto le proprie facoltà mentali anzi, sembra quasi che la natura di questa area sia penetrata così tanto in profondità da far diventare l’essere umano parte di essa.
Con Annientamento, primo volume della trilogia, iniziamo a conoscere la strana natura dell’Area attraverso le pagine di diario dell’antropologa, 4° membro della 12° spedizione composta da una psicologa, una biologa, una topografa e, appunto, un’antropologa.
Non posso raccontarvi molto di più della trama perché non vorrei rischiare di rovinarvi quella perfetta sensazione di ansia e orrore che la scrittura di Vandermeer è stata in grado di suscitare.
Non vedo l’ora di divorare anche gli altri due volumi che completano la Trilogia!
Ma fate attenzione perché, anche se si sta parlando di un romanzo lungo poco più di 100 pagine, se siete un filinino deboli di stomaco o vi infastidisce immaginare scenari piuttosto sudici e lugubri, allora, forse, non dovreste leggere questo romanzo.
Scelta vostra, e poi non dite che non vi avevo avvertito!



La misteriosa fiamma della regina Loana di Umberto Eco edito da Bompiani

Ecco, e poi arriva la scrittura e il genio dell’inarrivabile Eco, e qualsiasi libro tu legga dopo averne letto uno suo, ti sembrerà troppo semplice e banale.
D'altronde, che Eco sia stato un vero e proprio genio lo dimostra questo romanzo illustrato e magistralmente infarcito di citazioni storiche, letterarie e filosofiche che non fa altro che ricostruire la vita di un uomo adulto, Yambo, che si risveglia dal coma dopo un incidente, completamente ignaro di quella che è stata la sua vita fino a quel momento.
Nient’altro, eppure, nonostante io riconosca che si sta parlando di un genere di romanzo alquanto pesantuccio, non ho avuto nessuna difficoltà a farmi meravigliare, ancora una volta, dall’abilità dell’autore del più celebre Il nome della rosa.
Questa volta però, il romanzo di Eco non può essere apprezzato e avvicinato da chiunque, di questo me ne rendo conto, ma tutti coloro che si sentono coraggiosi o sanno di avere competenze in materia storico-filosofica, sono caldamente invitati a curiosare tra le pagine di questo capolavoro della letteratura.

Recensione: goo.gl/hPrpZu


Una cosa divertente che non farò mai più di D.F. Wallace edito da Minimumfax
Questo esile libricino non è altro che un reportage giornalistico redatto nel 1996 dopo che il protagonista, nonché voce narrante, è stato costretto a trascorrere ben 7 giorni a bordo della lussuosa nave da crociera Nadir per conto della rivista Harper’s Magazine.
Con questa satira molto ben costruita, David Foster Wallace riesce nell’intento di redigere un’intelligente critica ai vizi della società contemporanea.
Consigliato a tutti! Assolutamente!

Recensione: goo.gl/qbVfVT





La casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs edito da Rizzoli

Ho voluto tentare...ma dopo il prologo non sono riuscita a proseguire...
Non vogliatemene ma non credo sia nelle mie corde…










Il volto ritrovato di Wajidi Mouawad edito da Fazi

Wahab ha 7 anni e si trova in Libano, suo paese d’origine.
Un autobus gremito di gente si è da poco fermato sul ciglio della strada.
Tutto sembra accadere normalmente, eppure sembra esserci qualcosa di strano, di sbagliato in quella scena.
Le porte dell’autobus sono bloccate e all’interno del mezzo si scatena il panico: una bomba sta per scoppiare.
Wahab osserva inebetito la scena, immobile con gli occhi fissi su qualcosa che sembra muoversi tra le fiamme: una donna dagli arti di legno afferra la testa di un bimbo che si trova all’interno del veicolo in fiamme, gli prende la testa e gliela stacca.
Direi che, come immagine di apertura del romanzo non è per nulla raccapricciante, vero? Disturba, il linguaggio utilizzato nel romanzo disturba, l’intera vicenda quasi surreale disturba. Disturba noi lettori e disturba l’adolescente Wahab che, al compimento del 14° anno di età, sembra non riuscire più a riconoscere i volti della madre e della sorella.
Volti, in particolare quello della madre, che ritroverà solamente una volta adulto e libero da ciò che, dal momento dell’attentato in Libano, lo aveva oppresso e paralizzato mostrandogli quei terribili arti di legno: rabbia e paura.
Nel complesso non posso dire che questo romanzo non mi sia piaciuto, ho infatti apprezzato moltissimo il messaggio insito nella narrazione come anche la scelta dell’autore del voler affrontare questo argomento prendendo come punto di partenza un atto di terrorismo - che in effetti è motivo di angoscia per tutti noi -, tuttavia non mi ha particolarmente colpito il linguaggio utilizzato troppo basso e scurrile in molti punti.
Nel complesso è un libro che non mi ha fatto impazzire ma che ho comunque apprezzato.




Ida di Irène Némirovsky edito da Elliot

Di Ida non posso dirvi molto, altrimenti vi racconterei l’intera e voi non sareste più interessati a recuperare questo prezioso libricino per leggerlo.
Cosa che invece DOVETE, e ripeto in maniera meno perentoria, dovreste recuperare perché trovo che sia veramente una piccola perla.
L’autrice è Irène Némirovsky, la stessa di Suite francese per intenderci, che molti conoscono unicamente per aver letto o sentito parlare di questo stupendo e meraviglioso romanzo, ma che in realtà è anche autrice di altri splendidi romanzi e racconti ancora non troppo conosciuti. In particolare, questa piccola e profonda riflessione sulla caducità di ciò che vive è davvero splendida e molto ben scritta.
Chiunque può affrontare questo piccolo gioiello, anche il lettore più pigro dato che conta ben 64 pagine!

Recensione: goo.gl/wP4zkG



Il serpente dell’Essex di Sarah Perry edito da Neri Pozza

Ci troviamo nella Londra di fine Ottocento e le campane di St-Martin-in-the-Fields celebrano la morte di Michael Seaborn mentre Cora, giovane vedova, sembra sentirsi finalmente libera da un legame che non le è mai appartenuto.
Per lei è finalmente giunto il momento di dedicarsi ai propri studi e di dare libero sfogo alla ricerca di reperti archeologici che l’appassiona da sempre. A tal proposito Cora, accompagnata dal figlio undicenne Francis e dall’affezionata bambinaia Martha, decide di recarsi nella cittadina di Colchester, nell’Essex, dopo aver appreso di alcune voci che sembrano sostenere la probabile esistenza di un serpente mostruoso.
Questo strano essere, più simile a un drago che a un serpente e in grado di vivere in acqua come sulla terraferma, ricoperto di scaglie con grandi occhi e dotato di ali a ombrello, sembrerebbe essere riapparso dalle paludi salmastre del fiume Blackwater per spingersi fin verso la fitta boscaglia di betulle a fianco del piccolo villaggio di frontiera di Aldwinter seminando morte e terrore.
Avrebbe mai potuto resistere a un simile richiamo l’avventuroso animo di Cora Seaborn?
Tra indagine archeologica e una scontata storiella d’amore, il lettore arriva alla conclusione del romanzo con qualche difficoltà dovuta a una trama non particolarmente coinvolgente e a una sintassi a tratti discontinua volta a creare mistero e suspense un po’ inutilmente, data poi la risoluzione del mistero indagato di cui tuttavia non voglio svelare ulteriori particolari per non togliere curiosità al potenziale lettore.
Se siete curiosi, prendete in mano questo libro e immergetevi nel misterioso caso de Il serpente dell’Essex!

sabato 25 novembre 2017

Ida! Forza! In scena!

Ida Sconin è bella, aitante e raggiante nel suo costume piumato, pronta a scendere ancora una volta la scalinata di quel music-hall che l'accolse, ormai molti anni prima, nella terra di Francia e che le aveva donato successo e benessere.
Questa volta però quelle stesse scale, tanto famigliari, la tradiscono dimostrandole la crudeltà del temo che scorre inesorabile logorando qualsiasi cosa viva in esso; la sua bellezza, la sua forza, la sua sicurezza. Di fronte a quella scalinata Ida non riesce a soffocare i pensieri e i ricordi di gioventù che affiorano maligni alla mente insinuando un profondo senso d'inquietudine e angoscia.
La bella e giovane americana ha da poco concluso il proprio numero senza veli e, di fronte a tanto successo, Ida non riesce più a lottare contro se stessa e contro le conseguenze di una vita vissuta tra lustrini, paillettes, applausi e occhi bramosi di rimirare quel corpo perfetto, sodo e ben tornito.
Tutto questo è ormai retaggio di un passato che deve restare tale.
In un racconto lungo - o romanzo breve - Irène Némirovsky indaga nel profondo la mente di Ida, regalando al lettore un perfetto ritratto psicologico di una donna e di un'epoca ormai in declino.
Un testo da leggere e da apprezzare per la dolcezza, la leggerezza e la delicatezza della narrazione.
Adoro questa scrittrice e sono convinta che molti di voi l'avranno già sentita nominare come autrice di Suite Francese - romanzo MERAVIGLIOSO - e, in effetti, Irène non ha avuto il tempo di realizzare numerose opere a causa della furia nazista che l'ha brutalmente privata della propria vita. 
Se non avete mai letto nulla di questa scrittrice, la brevità di Ida, vi permetterà di iniziare a conoscere la scrittura profonda, consapevole, dura e teneramente dolce che caratterizza tutte le opere della Némirovsky.